Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 13 maggio 2010
SALONE DEL LIBRO, Sabato 15 maggio, Ore 18:00-19:00, Spazio Autori A
Vincenzo Arnone Preside dell’Istituto Sant’Anna, Torino
Alberto Arato, Marinella Geuna Insegnanti e autori di testi scolastici
Giovanni Cappello Psicologo e psicoterapeuta
Cristiana Cattaneo, Claudio Torrero Insegnanti, promotori dell’associazione Interdependence
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Riflessioni il 22 febbraio 2010
In un libro uscito nel 1969, famosissimo soprattutto in ambito psicologico, ma purtroppo finora abbastanza ignorato nel mondo della scuola, cioè La pragmatica della comunicazione umana, si invitava a pensare che tutto è comunicazione. Non è possibile non comunicare, come non è possibile non comportarsi. Comunichiamo in vario modo: con le parole, ma anche con la gestualità e con gli sguardi, con la nostra sola presenza, o addirittura talvolta con l’assenza. Se qualche relatore annunciato in questo seminario non fosse venuto qui stamane, tutti si sarebbero chiesti la ragione di ciò, qualcuno forse avrebbe pensato che non fosse d’accordo con il taglio del seminario stesso.
Noi tutti dunque comunichiamo sempre e continuamente, al di là delle intenzioni, spesso anzi diventa molto interessante ciò che comunichiamo in modo involontario: buona parte della psicologia si occupa di ciò. Mi pare evidente quanto importante sia per un insegnante una consapevolezza di questo tipo, cioè la consapevolezza che ogni cosa che dice o non dice, che fa o non fa in classe ha un valore comunicativo. Dovrebbe essere anche importante una consapevolezza di questo tipo per un ministro: quello che dice o non dice, che fa o non fa ha un preciso valore comunicativo, cioè determina conseguenze; nel nostro caso sul mondo della scuola e su ciò che vi è connesso, ovvero la società tutta.
Quando dunque oggi dal vertice della politica scolastica italiana viene un messaggio del tipo: bisogna tornare a una scuola seria, è evidente che tale messaggio ha una valenza comunicativa forte, perché fa intendere che molto di quanto è stato inteso con scuola nel periodo trascorso sia qualcosa di non serio e quindi destituito di valore. E’ un messaggio che vuole evidentemente sollecitare e promuovere un cambiamento. E’ doveroso però che chi si assume un ruolo di questo tipo si assuma interamente la responsabilità che vi è implicita: bisogna cioè che dica chiaramente in cosa consiste la serietà e in cosa la non serietà. In una cultura di tipo tradizionale è serio ciò che è coerente con la tradizione, che salvaguarda una trasmissione di contenuti, di valori, di comportamenti che deve trascorrere di generazione in generazione; nella cultura moderna, che invece è fondata sull’innovazione, la serietà non è così evidente e si trova ad essere oggetto di discussione. Per tagliar corto, proporrei di considerare serio ciò che costituisce una risposta valida ad un problema realmente esistente e che si può enunciare in modo sufficientemente chiaro.
Per entrare nel nostro tema: se tornare a una scuola seria volesse dire tornare ad un ordinamento della didattica e delle relazioni scolastiche di un’epoca passata, mettiamo precedente il ’68, apparirebbe subito evidente che la cosa non è possibile, e quindi la serietà che viene invocata non sarebbe una cosa seria. L’impossibilità di un ritorno al passato è chiaramente riscontrabile nel mutamento generale intervenuto in questi ultimi decenni nella società, per cui i ragazzi di oggi non sono quelli degli anni ’50, né tanto meno quelli degli anni ’30; ma anche più specificamente nel cambiamento della funzione sociale della scuola.
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 17 febbraio 2010
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 16 febbraio 2010
TORINO, 24 FEBBRAIO 2010, ORE 14.30 – 17.30
IIS G.Giolitti , via Alassio 20, 10126 Torino
SEMINARIO DI FORMAZIONE PER DOCENTI
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 9 febbraio 2010
VENERDÌ 12 FEBBRAIO 2010
h. 14.30 – 18.30
Galleria D’Arte Moderna.
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Recensioni e commenti il 27 dicembre 2009
Il libro è stato scritto da una coppia, Cristiana Cattaneo e Claudio Torrero (lei nata in Argentina, lui a Torino), che si sono sposati presso la Comunità di Bose; entrambi sono insegnanti di filosofia, hanno diversi figli e vivono in montagna, nelle Valli di Lanzo.
Sono impegnati, soprattutto lui, studioso anche del Buddismo, a lavorare nella sfera interculturale e interreligiosa e soprattutto nell’elaborazione di una sintesi della situazione etico-sociale del mondo contemporaneo, a partire da una critica serrata del pensiero moderno, dall’Illuminismo in poi, passando per il nichilismo e il relativismo, fino alla grande, distruttrice stagione del Sessantotto, di cui i due sono stati non solo testimoni ma anche in qualche misura protagonisti.
E’ una lettura affascinante, anche se richiede una particolare attenzione ai problemi filosofici che hanno accompagnato nel Novecento il passaggio dalla società tradizionale, di carattere contadino, a quella industriale, a quella consumista, caratterizzata dal più universale narcisismo, il cui risultato oggi più evidente è il disastro dell’educazione dei giovani, non solo in ambito scolastico ma anche in quello famigliare, a partire dal conflitto padri-figli, accentuato rispetto a quello che è sempre stato anche in passato.
Il tutto raccontato con molta scioltezza, senza pregiudizi, né laici né ghibellini, con tutti i riferimenti politici ed economici richiesti dalla materia trattata, con uno scopo finale: quello di reintrodurre nella società i fondamenti, che sembrano perduti, della morale individuale tradizionale, come è stata trasmessa nella cultura dell’Occidente da Socrate e Platone e dal Cristianesimo in poi, fino a Benedetto XVI.
Ciò che colpisce, in ognuno dei nove capitoli di cui il libro è composto, più un Prologo e un Riepilogo, è la gran messe di riferimenti precisi e coinvolgenti a personalità eminenti della cultura filosofica del mondo che conosciamo e in cui ci riconosciamo, se non altro come fondamento della nostra società sia pure in continua evoluzione, positiva o negativa che sia. Da Socrate e Platone in giù non manca proprio nessuno, i sofisti dell’età contemporanea a quei due, Catone e
i pensatori del Cristianesimo, fino agli Illuministi, a Kant Nietzsche, Keynes, Freud, Marx, Marcuse, Bonhoeffer, Vattimo, Horkheimer, Adorno, Pareyson, Garimberti, Giuliana Ukmar e così via. E non manca Collodi, con Pinocchio che va nel paese dei balocchi.
Vorrei essere chiaro: non sto dicendo che questo libro è un condensato del pensiero filosofico, una brillante vetrina del pensiero umano. C’è una frase, a pagina 125, che condensa le intenzioni dei due autori, e che corrisponde fedelmente a ciò che ogni lettore può notare anche da solo : “Gran parte del senso di questo nostro libro può riassumersi dicendo che la società in cui viviamo mostra a sufficienza come il principio del libero soddisfacimento delle inclinazioni non conduca a una reale libertà per gli individui, bensì a un loro universale asservimento”.
Non è certo senza significato che una intenzione di questo genere sconti un richiamo inevitabile a quanto l’opinione pubblica cattolica sostiene da quattro decenni, in particolare dalle battaglie (perdute) contro il divorzio e l’aborto in poi, fino alla difesa della famiglia come descritta nel libro. Ma quello che è nuovo è il modo in cui questa vicenda di contrasti fra la morale tradizionale di origine cristiana e la cosiddetta modernità è raccontata dal punto di vista di chi al “disastro” si oppone con strumenti razionali che derivano da una cultura profonda e ben motivata e che ha un solo scopo: quello di dimostrare che un solo rimedio esiste, ed è, appunto, “tornare a educare” dei ragazzi che per la prima volta nella storia crescono fin da bambini senza vincoli di natura etica. Il primo capitolo si intitola “L’infanzia senza regole”, e una serie di suoi paragrafi recano in testa questa definizione: “Il piccolo despota”, a cui tutto è consentito, mentre poi, quando diventa adolescente ed esce dalla minorità si mostra, consapevole o no, al contrario, schiavo di una mentalità e di un mondo sociali in cui le regole sono dettate da nessun Vangelo o nessuna ideologia, ma dal consumismo più sfrenato e senza logica, se non quella del profitto.
Il che sottrae i giovani di oggi al destino dei loro nonni e padri, che in due stagioni diverse della loro vita, potevano almeno ricorrere alla protesta civile, politica e sociale, o alla trasgressione giustificata almeno sul piano sociale; ma restano vittime di un Sessantotto ormai mitizzato e senza possibilità di rinascere dopo la fine storica del comunismo.
Per rispondere a tutto questo, Cristiana Cattaneo e Claudio Torrero propongono di “tornare a educare”, in particolare a quella “educazione del cuore”, che ridà senso alla vita anche attraverso le emozioni con cui si affrontano le relazioni con gli altri, uscendo da un soggettivismo che si dimostra sempre più inutile e soffocante della libertà dei giovani.
Ma il cuore non basta: occorre tornare ad educare anche in riferimento a quegli assoluti che il nichilismo ha provato ad annullare, purtroppo riuscendoci in gran parte: a cominciare da quell’annuncio della “morte di Dio”, in sé non comprovabile concretamente, che ha fatto dimenticare a molti uomini l’importanza delle motivazioni spirituali e trascendenti dei comportamenti umani.
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 10 dicembre 2009
Sanremo, venerdì 11 dicembre alle ore 17,30
presso la Libreria Ipazia, Via Corradi 64
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Documenti il 10 dicembre 2009
«Mala tempora currunt», è quanto si sente dire ovunque: tra fabbriche che chiudono, indebitamenti disperati, figli che fuggono i genitori, genitori che uccidono figli, giovani che cercano evasione nell’oblìo, ben poco spazio sembra lasciato a un ottimismo in grado di apprezzare tutto il positivo che c’è nella natura, nella magnifica architettura dell’uomo, entro i meravigliosi rapporti che costruiscono le catene di solidarietà del mondo, di tutto il mondo, da quello delle relazioni interpersonali fino a quello dei rapporti internazionali e politici.
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 3 dicembre 2009
Sabato 5 dicembre ore 17
Sala Circondario della Provincia
via Umberto I , 7
Lanzo Torinese
Pubblicato da claudio.torrero nella categoria Iniziative il 30 novembre 2009
Mercoledì 2 dicembre 2009, dalle 16 alle 18
Sala Conferenze dell’Istituto Professionale Statale «Albe Steiner»
Lungo Dora Agrigento, 20/A – Torino